Non servono strette di mano e abbracci, i problemi del Comune di Viterbo sono strutture inadatte, il ricorso agli appalti e premi di produzione spartiti fra pochi dirigenti

Abbiamo preso atto della scesa della Sindaca in piazza. Strette di mano, sorrisi e abbracci però non risolvono i problemi cronici del Comune, con cui i dipendenti sono costretti a far fronte ogni giorno nel tentativo di svolgere le pratiche e interfacciarsi con l’utenza.

È vero, ad esempio, ed è una domanda che rivolgiamo al comune, che i lavoratori sarebbero costretti ad operare in ambienti dove nella stessa stanza si troverebbero anche quattro scrivanie? Se così fosse, questo rispetterebbe la privacy degli utenti che devono raccontare situazioni di fragilità e problematiche personali.

È vero, ed è anche questa una domanda che rivolgiamo al comune, come le altre di seguito, che il comune sarebbe ben lontano dalla digitalizzazione, cosa che costringerebbe i dipendenti a muoversi fra faldoni e fotocopie che invadono gli spazi?

Non possiamo dimenticare tutti i servizi esternalizzati, sistema che comporta più spese per il Pubblico e meno tutele per i lavoratori, ma libera il Comune della gestione diretta del personale. Assistenti all’educazione e alla formazione, addetti alle pulizie, operai lavorano per il Pubblico con appalti quadriennali.

Dopodichè è vero che i lavoratori del comune, compreso quel 50% che la sindaca Chiara Frontini ha definito “materiale umano da buttare” operano ogni giorno al di sopra delle mansioni contrattualmente retribuite? È vero che gli stessi dipendenti devono attendere un punteggio per ricevere un premio di produttività? A quanto ammonta poi questo premio di produttività? E secondo quali criteri viene stabilito? È vero invece che i dirigenti ottengano il premio di produttività solo sulla base del buon funzionamento del proprio settore, cioè sul lavoro dei dipendenti?

Chiediamo ai sindacati che, giustamente, si sono scandalizzati per le dichiarazioni della Sindaca se oggi sono davvero rassicurati e quali siano, nel caso, le tutele maggiori che sono riusciti a strappare nella trattativa.

Viste le decine di richieste senza risposta che abbiamo effettuato, dobbiamo presupporre che la Sindaca sia restia ad affrontare i problemi reali e gravi dei lavoratori che operano per lei, compresi quelli esternalizzati, siamo però fiduciosi e chiediamo che si vada oltre il teatrino mediatico per convocare le parti ad un tavolo risolutivo delle questioni in atto.

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